Salviamo i ciclisti | Rotafixa.
Anche l’Abesipage aderisce alla campagna internazionale per una città a misura di ciclista.
Salviamo i ciclisti | Rotafixa.
Anche l’Abesipage aderisce alla campagna internazionale per una città a misura di ciclista.
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Meno male che è arrivata la neve a coprire il fango gettato sui manifestanti :-p
Al solito, Valsusa trendsetter. Mi spiego: sabato scorso, subito dopo la manifestazione dove ho fatto del mio meglio per attentare al decoro urbano sono salito in Valle per una replica dello spettacolo Ho visto la neve con gli amici di ArTeMuDa. Proprio a Chiomonte (purtroppo non ho foto della Fortezza Pisquani che si imbiancava lentamente), e sono stato costretto a fermarmi per la notte, una seccatura sapeste, b&b di amici, colazione casareccia… Subito toccate con mano le dinamiche che “giù in città” si sarebbero affacciate per tutta la settimana. Come il carro attrezzi “sorpreso dalla neve” che doveva farsi venire a liberare da un altro carro attrezzi.
Mi piace tanto l’atteggiamento della Valle: è solo neve, è uguale per tutti, non è un attacco alla virilità dell’italico guidatore. Bisogna adattarsi ai suoi ritmi, la Natura è così, la devi stare ad aspettare. Certo se la comunità si sa attrezzare, sa fare la tara su quello che serve veramente, che è urgente, garantire quei tot treni in modo da non far muovere tutti questi guidatori impreparati, è meglio per tutti.
Mi sembra una perfetta allegoria di tutto il casino per il tunnel.
E infatti si vede come reagisce Roma, che virilmente dà la colpa alla previsioni del tempo. Tempo -> Mercalli -> lo sapevo! È tutta colpa dei No Tav
Vo a vedere se qualcuno ha bisogno della pala. Ciau ciau.

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Chi sa leggere ormai sa che il cosiddetto progetto TAV Torino-Lione è solo una colossale mangeria priva di giustificazioni tecniche ed economiche. E con inquietanti risvolti, visto il plausibile coinvolgimento della criminalità organizzata.
Eppure tutto quel che si sente sono sterili campagne di demonizzazione del movimento No Tav, come già avevo rilevato. Non suffragate da fatti.
Stamattina all’alba hanno cercato di metterci una pezza con una colossale operazione mediatica. Arresti a mucchi.
La buona notizia è che si sono dovuti sforzare un pochettino di motivarli.
Perché ricordo che in questo paese la responsabilità penale è ancora personale.
Cioè ognuno è responsabile di quello che fa. Un discorso che di questi tempi non è facile da capire, lo so.
Infatti sono molti i cretini che non capiscono che se un Rom ti ruba il portafoglio non è che puoi rifartela andando a bruciare casa di altri Rom.
Ugualmente se in una manifestazione ci sono stati tafferugli, se proprio vuoi rifartela sui manifestanti perché hai un mortale bisogno di stroncare il movimento, devi almeno sforzarti di individuare reati specifici e persone precise che li abbiano commessi!
In passato si è visto! Vedi Nina e Marianna, arrestate con gran pompa, carcere preventivo stiracchiato oltre ogni limite di legge, per poi dovere ammettere -sottovoce, ça va sans dire- che il reato di “lesioni” veniva dal fatto che un poliziotto si era preso una storta mentre inseguiva la minuta ragazza diciannovenne e l’infermiera madre di famiglia.
Durante le manifestazioni incriminate erano presenti elicotteri e telecamere a ufo. La propaganda martellava per bollare tutto il movimento e i loro simpatizzanti -quindi compreso il sottoscritto- di terrorismo. La risposta (per chi non fosse coinvolto nella mangeria e chi non avesse gli occhi foderati di salame) era lampante: allora perché non hanno arrestato mezza Valle!?
Ne hanno avuto di tempo!
Stamattina finalmente la Risposta! Ma è fantastico! È la volta che i violenti saranno arrestati e perseguiti!?

Come i poliziotti dal volto travisato che lanciavano pietroni sui manifestanti!? O sparavano lacrimogeni ad altezza d’uomo e distanza ravvicinata!?
Per quello la documentazione c’è. persino dal basso dei nostri mezzi.
Eccone uno:
Che strano! Finora risultano solo un consigliere comunale che aveva una stampella, quindi gliela avevano strappata e lanciata lontano. Visti i precedenti, credo si chiami “resistenza aggravata”!
Scorriamo i titoli: azz! Due terroristi! Un BR non pentito. Aha vedete! Bella gente siete! Vi abbiamo smascherati! Leggiamo meglio: un sessantaseienne? Che per inciso ha scontato tutta la sua pena per il suo passato, trent’anni e passa, quindi rompergli ancora le scatole per quello è quantomeno poco gentile? Quindi è certamente un “arresto chirurgico”. Avrà compiuto specifici e dimostrabili reati. Non un arresto tanto perché fa curriculum. Certo, suona meglio del vecchietto con la stampella o della ragazzina. Sentiamo, non aspetto altro.
E parlando di reati, aspettiamo di sapere delle ripetute intimidazioni e minacce del tale deputato Pd a mezzo Facebook ai singoli militanti.
Delle mail false scritte dal server della Stampa.
Di sapere nome grado e matricola di chi ha sparato un lacrimogeno in faccia a una persona rompendogli le ossa della faccia. Persona a cui si è cercato di far dire… che è caduto da solo!
Questa è l’atmosfera degli arresti. Vedete un po’ voi a chi vale la pena di credere.
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Aperto il canale YouTube dedicato ai Cantambanchi, gruppo protagonista della stagione folk torinese degli anni 60/70.
Sono già in linea diversi estratti dei due Special che la Rai dedicò loro tra il 1978 e il 1980.
Brani tradizionali, come Sota i portic ‘d Coni
e originali, come Los indios de la Langa.
Sono graditi commenti
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L’amico Jason McNiff, compagno d’avventura nei Narrow Men, esce un nuovo album per l’ottima etichetta Fledg’ling Records.
Il Vostro Affezionato, presente nel manufatto in veste di FryDa, suonerà alla presentazione ufficiale
Lunedì 12 Settembre
alla St. Pancras Old Church di Londra, ore 19.
Non vorrete mancare!
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Domani Sabato 21 Novembre 2009, alla Fabbrica delle E, sede del Gruppo Abele, sarà presentato ufficialmente ONDA LIBERA, cofanetto di libro+dvd edito da Giunti Progetti Educativi – Gruppo Abele, che sarà venduto in tutte le librerie al prezzo di 10 €.
Immagino abbiate riconosciuto il ciuffo e i tasti in copertina
A parte l’enorme aumento di valore aggiunto di questa FELICISSIMA scelta artistico-estetica, ricordo i nuovi arrivati che il libro e il documentario allegato raccontano della Carovana della Legalità fatta dal 25 aprile al 9 maggio, in cui si è suonato 14 volte, sempre all’interno di strutture e territori confiscati alle mafie e riassegnati alla società civile secondo i dettami della Legge 109/96 Rognoni-La Torre.
Per un’agghiacciante coincidenza, proprio la legge che il Governo in questi giorni ha messo sotto attacco, con un emendamento che fa ESATTAMENTE quello che legge contava di evitare: impedire che i boss mafiosi, o i loro prestanome, potessero, con i loro capitali freschi e affamati di riciclo, ricomprarsi il bentolto.
Per ribellarvi a questo scempio potete aderire all’appello qui.
Ma intanto sappiate che dal documentario si può avere un’idea della ricchezza e della diversità di questi beni.
Dall’officina già centrale di smistamento-coca ora assegnata ai giovani, al bar della stazione meneghina, all’albergo-obbrobrio da far crollare, al profumo inebriante degli agrumi della Cooperativa Valle Marro.
Per non parlare della villa di Felice Maniero, della Piazza Valarioti di Polistena intitolata ufficialmente solo con il nostro arrivo. E Belpasso, con i suoi ingombranti vicini di casa a Sigonella. Saranno loro i destinatari del ricavato delle vendite del cofanetto. Laggiù, come vedrete, c’è un monte di lavoro da fare ed è importante che non siano lasciati soli.
Avrei voluto, come già l’anno scorso, esplorare tutte le strade a velocità di bici, scoprire i cambiamenti nei paesaggi e nelle cadenze, invece abbiamo proceduto con il coloratissimo furgone di Vilmo.
E ogni giorno sono stati incontri, musiche diverse, anche con grandi nomi come Fo e Paolini.
Unica eccezione all’itinerario, il Primo Maggio nella tendopoli di Coppito. Altri incontri carichi di umanità disprezzata e derisa dal potere.
Sono fiero di aver potuto contribuire con quel che avevo, la musica e la giullarata.
Conto di ripartire e andarli a trovare, portare ancora musica e festa, che debba farlo da solo o in compagnia.
Intanto venite e toccate con mano. C’è una galleria fotografica su Facebook per chi è iscritto, conto di metterla qui non appena Tiscali avrà smesso di fare le bizze e potrò mettere mano alla nuova Abesipage in piena potenza.
Un abbraccio randagio.
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Straordinario! Tutta l’immensa maggioranza ai comandi del Padrone dei Media è completamente andata in tilt grazie a un pugno di vignette!
Alessio Spataro, senza avere ancora pubblicato La Ministronza, ha avuto la più grossa pubblicità immaginabile.
E la più pericolosa, ovvio. Chi ha successo deve pagarla. Per lui non vale “l’investitura popolare” come per il Magnaccia di Arcore.
Viste le pagine dal blog? Bene. Allora potete continuare a leggere. Continua a leggere »
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Dagli amici dell’Associazione Peppino Impastato – Casa Memoria ricevo e, con immenso piacere, pubblico:

A volte basta un disegno, uno schizzo, non solo per comunicare un’idea, ma anche per suscitare una degna reazione, risvegliare qualche senso di repulsione, qualche moto di ribellione interiore, rompere uno schema mentale imposto. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di lanciare questa campagna con una nuova provocazione contro il razzismo governativo, contro le nuove leggi razziali, contro i respingimenti orditi dalla Lega, ma voluti dall’intero sistema politico-mafioso, sotto la cui mannaia finiscono migliaia di uomini, donne e bambini, costretti con la violenza a tornare verso le carceri e le torture libiche o abbandonati a loro stessi nelle acque del mediterraneo, per andare incontro ad una sicura morte. Dietro simili vergognosi e disumani provvedimenti si nascondono i soliti interessi, le solite facce, le solite speculazioni mafiose, le mani in pasta di chi si organizza per sfruttare nuovi schiavi, senza diritti e sotto ricatto, dopo l’approvazione del reato di clandestinità. Ma non basta. Ad essere respinta è anche la memoria storica, il ricordo, il nome di chi ha lottato, di chi ha perso la vita perché si è ribellato, di chi aveva scoperto, come Peppino, che troppo spesso la bramosia di potere e di denaro dei potenti e della criminalità organizzata coincidono. Tutti respinti, quindi, con il plauso di chi già pensa a riempirsi le tasche, con l’indifferenza o l’accettazione di quanti, ormai plagiati, diventano così, senza esserne coscienti, complici di un sistema criminale e la determinazione di chi non abbassa la testa e continua a resistere, resistere nella volontà di accogliere e non di respingere.
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